Agenzie · 5 minuti di lettura
Tre domande da fare alla tua agenzia questa settimana
Se alla terza risponde «te lo mando nel report mensile», hai già la diagnosi.
Non serve una gara d’appalto per capire se l’agenzia che paghi sta lavorando. Servono tre domande, e si fanno per email, così la risposta resta scritta.
1. «Qual è l’ultima cosa che avete rilevato su un mio concorrente, e quando?»
È la domanda che separa chi guarda il tuo mercato da chi guarda solo il tuo account. Le risposte possibili sono tre. Ieri, e ecco cosa: bene, stai pagando qualcuno che lavora. Nel report mensile: allora la rilevazione non esiste, esiste un riepilogo. Non è previsto nel servizio: risposta onesta, e almeno sai cosa stai comprando.
Attenzione a non confondere la sorveglianza con una schermata di uno strumento in abbonamento. Chiunque può aprire un pannello e farti vedere delle stime. La domanda non è se hanno lo strumento: è se qualcuno legge il risultato ogni mattina e decide una mossa.
2. «Quali ricerche stiamo perdendo, e da quanto?»
Il posizionamento non è una classifica generale, è un elenco di domande a cui il tuo mercato cerca risposta. Un’agenzia che lavora sulla ricerca organica sa dirti quali di quelle domande oggi vanno a un concorrente, da quanto tempo, e cosa servirebbe per riprendersele.
Se la risposta parla di «visibilità» e «autorevolezza» senza mai nominare una ricerca specifica, la domanda non è stata capita, o non c’è la risposta.
Il traffico non è un risultato. Le richieste sono un risultato. Se un numero cresce e l’altro no, qualcosa nel mezzo non funziona, e va detto.
3. «Quanto abbiamo speso la settimana scorsa, e su cosa?»
Le sponsorizzate si misurano a settimana perché a settimana si spengono. Se il dato più fresco che riescono a darti ha trenta giorni, la spesa di questo mese la state scoprendo il prossimo, e i soldi sono già usciti.
La risposta giusta arriva in un minuto, perché il dato è aperto anche per te. Se per averlo serve «preparare un report», il problema non è la lentezza: è che quel numero non lo guarda nessuno.
Cosa farne
Se le risposte sono buone, hai smesso di dubitare e puoi tornare a lavorare. Se sono cattive, non è detto che serva cambiare tutto: molti clienti tengono l’agenzia che ha in mano il resto e affiancano qualcuno sulla ricerca organica e sulla sorveglianza. Quello che non conviene mai è continuare a pagare senza sapere quale delle tre risposte riceveresti.