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Agenzie · 5 minuti di lettura

Tre domande da fare alla tua agenzia questa settimana

Se alla terza risponde «te lo mando nel report mensile», hai già la diagnosi.

Michael Bagnoli Ultra Limes · Pisa · 28 luglio 2026

Non serve una gara d’appalto per capire se l’agenzia che paghi sta lavorando. Servono tre domande, e si fanno per email, così la risposta resta scritta.

1. «Qual è l’ultima cosa che avete rilevato su un mio concorrente, e quando?»

È la domanda che separa chi guarda il tuo mercato da chi guarda solo il tuo account. Le risposte possibili sono tre. Ieri, e ecco cosa: bene, stai pagando qualcuno che lavora. Nel report mensile: allora la rilevazione non esiste, esiste un riepilogo. Non è previsto nel servizio: risposta onesta, e almeno sai cosa stai comprando.

Attenzione a non confondere la sorveglianza con una schermata di uno strumento in abbonamento. Chiunque può aprire un pannello e farti vedere delle stime. La domanda non è se hanno lo strumento: è se qualcuno legge il risultato ogni mattina e decide una mossa.

2. «Quali ricerche stiamo perdendo, e da quanto?»

Il posizionamento non è una classifica generale, è un elenco di domande a cui il tuo mercato cerca risposta. Un’agenzia che lavora sulla ricerca organica sa dirti quali di quelle domande oggi vanno a un concorrente, da quanto tempo, e cosa servirebbe per riprendersele.

Se la risposta parla di «visibilità» e «autorevolezza» senza mai nominare una ricerca specifica, la domanda non è stata capita, o non c’è la risposta.

Il traffico non è un risultato. Le richieste sono un risultato. Se un numero cresce e l’altro no, qualcosa nel mezzo non funziona, e va detto.

3. «Quanto abbiamo speso la settimana scorsa, e su cosa?»

Le sponsorizzate si misurano a settimana perché a settimana si spengono. Se il dato più fresco che riescono a darti ha trenta giorni, la spesa di questo mese la state scoprendo il prossimo, e i soldi sono già usciti.

La risposta giusta arriva in un minuto, perché il dato è aperto anche per te. Se per averlo serve «preparare un report», il problema non è la lentezza: è che quel numero non lo guarda nessuno.

Cosa farne

Se le risposte sono buone, hai smesso di dubitare e puoi tornare a lavorare. Se sono cattive, non è detto che serva cambiare tutto: molti clienti tengono l’agenzia che ha in mano il resto e affiancano qualcuno sulla ricerca organica e sulla sorveglianza. Quello che non conviene mai è continuare a pagare senza sapere quale delle tre risposte riceveresti.